Guadalupa: un viaggio 2×3

Vi è mai capitato di fare un viaggio che vi ha cambiato la vita per sempre? Uno di quei viaggi che, una volta tornati, vi siete accorti di non essere più gli stessi di prima? A me si. Ma partiamo dall’inizio.

La vita dei giovani emigrati all’estero sembra spesso tutta rose e fiori, ma in realtà non è sempre così. Dovete sapere che per esempio in Francia c’è una simpaticissima regola secondo cui, il primo anno di lavoro in un’azienda, non si ha diritto a ferie. Alcune società, un po’ più magnanime di altre, ti permettono di usare una parte delle ferie del secondo anno in anticipo. Risultato: invece che fare un lungo anno senza ferie, ne fai due con pochissimi giorni di riposo. Superati questi 2 anni di calvario, io e Matteo decidiamo di regalarci un viaggio da sogno, di quelli che si vedono nei documentari in TV. Anche perché mentre d’estate guardavamo su Facebook le foto dei nostri amici italiani, noi stavamo ritirando fuori i maglioncini. Le temperature di 20 gradi a luglio non sono così inusuali a Parigi, ahimè.

Insomma, dopo aver valutato varie mete che offrivano un mare mozzafiato e svariate attività naturalistiche, scegliamo di andare in Guadalupa. Questa isola dei Caraibi è a tutti gli effetti una regione francese, ha come moneta l’Euro e da Parigi partono diversi voli diretti e abbastanza economici. Io e Matteo non stavamo più nella pelle, contavamo i giorni che ci separavano dalla partenza. Il giorno prima, mentre mettevamo in valigia costumi e pareo, arriva il bello: scopriamo infatti che quello sarebbe stato il nostro primo viaggio in 3!

Atterrati a Pointe-a-Pitre, la città principale dell’isola, abbiamo recuperato l’auto a noleggio e ci siamo diretti a Saint François, dove alloggiavamo al Village de Bragelogne. Questo residence era gestito da una  carinissima famiglia di origine indiana. Una sera hanno organizzato una cena per tutti gli ospiti e tra un boudin créole (una salsiccia di maiale iper piccante che i bambini della coppia mangiavano come fossero pop corn) e un sorso di rhum dei Caraibi, ci hanno raccontato come i loro antenati erano arrivati sull’isola. Nel 1848, in seguito all’abolizione della schiavitù in Francia, i proprietari terrieri in Guadalupa si ritrovarono senza mano d’opera. Il governo francese strinse allora con l’Inghilterra un accordo che diede inizio ad un ampio flusso di immigrazione indiana nei Caraibi.

Formata da due isole collegate da un ponte, la Guadalupa ha la forma di una farfalla. L’ala destra (la Grande Terre) è pianeggiante ed è qui che si trovano le tipiche spiagge bianche da cartolina tanto amate dai turisti. L’ala sinistra (la Basse Terre) contrariamente al suo nome è la parte più alta dell’isola, ed è qui che troviamo la foresta tropicale, le cascate e il vulcano La Soufrière. Durante il nostro viaggio siamo riusciti a visitarcela tutta, alternando vita da spiaggia ed escursioni. La nostra top 10 della Guadalupa?

1. Plage La Caravelle: semplicemente…. il paradiso!


2. Jardin Botanique de Deshaies: con una superficie di circa 7 ettari, questo parco presenta un’immensa varietà di specie vegetali e animali. Il ricordo più bello? Le coppie di pappagallini.


3. Les Saintes: basta una mezz’ora di traghetto da Les Trois Rivières (il che, se non siete nel pieno delle nausee, non è neanche così male!) per raggiungere questo arcipelago di isolotti. Qui il tempo sembra essersi fermato. Dopo aver fatto un giro per i negozietti di artigianato nel centro, siamo andati a tuffarci nella splendida baia Pain de Sucre.


4. La Soufrière:  è il vulcano dell’isola e si trova sulla Basse Terre. Quando la cima non è circondata da nubi, dicono che da lassù ci sia una vista splendida. Sono 7 km di trekking in salita, se non siete incinte potete provarci!

5. Parc des Mamelles: orsetti lavatori, scimmie, pantere nere… Lo zoo della Guadalupa vanta circa 85 specie animali caraibici, per un totale di oltre 400 esemplari. Da non perdere la passeggiata sui ponti tibetani a 20 metri di altezza completamente avvolti dalla foresta tropicale.


6. Cascade aux Ecrevisses: è immersa nella foresta tropicale della Basse Terre; i più temerari si immergevano nell’acqua gelida, io sono arrivata ai piedi!


7. Plage des Trois Rivières: questa spiaggia, di origine vulcanica, ha la particolarità di avere la sabbia nera.


8. Cimitero di Morne à l’Eau: situato su una collina, da lontano questo cimitero sembra una grande scacchiera. Le tombe infatti sono quasi tutte a quadretti bianchi e neri.


9. Pointe des Châteaux: attraverso un sentiero di 2 km, si arriva in cima a questa sommità da cui potrete godere di una splendida vista panoramica a 360° sull’isola. Non dimenticate la crema solare!

10. Il mercato di Pointe à Pitre: pesce, spezie e frutti tropicali… credo di non aver mai visto delle bancarelle così colorate! Il mercato di per sé è piccolino, ma è un vero e proprio viaggio attraverso i sapori e i profumi della cucina creola.

Alla fine di questo viaggio siamo tornati a casa rinvigoriti: le ossa avevano fatto il pieno di sole, gli occhi il pieno di natura. La Guadalupa è stato sicuramente un viaggio molto importante per noi, non solo per la straordinaria bellezza di questo territorio, ma anche perché ci ha fatto tornare a casa con una nuova consapevolezza: che il vero viaggio, il più bello,  sarebbe iniziato alla fine di quel viaggio.

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